Skip to content

GHG Protocol e ISO 14064-1 verso uno standard unico per la carbon footprint di organizzazione

Misurare le emissioni di un’azienda dovrebbe portare a un dato chiaro, utilizzabile per comprendere gli impatti, rendicontare i risultati e definire strategie di riduzione. Nella pratica, però, le organizzazioni possono trovarsi a dover rispondere a riferimenti metodologici diversi.
Due dei più importanti sono il GHG Protocol e la ISO 14064-1. Entrambi servono a quantificare e rendicontare le emissioni di gas a effetto serra di un’organizzazione, ma sono stati sviluppati separatamente e presentano alcune differenze. Per chi deve predisporre una carbon footprint, utilizzare i dati nel bilancio di sostenibilità e sottoporli a verifica, questo può significare dover controllare più volte criteri, perimetri e modalità di rappresentazione delle stesse informazioni.
È proprio su questo problema che ISO e GHG Protocol hanno deciso di intervenire.

Due standard per misurare le emissioni

Il GHG Protocol Corporate Standard è uno dei riferimenti internazionali più utilizzati per calcolare e rendicontare le emissioni di un’organizzazione. È anche il sistema da cui deriva la classificazione ormai molto diffusa delle emissioni in Scope 1, Scope 2 e Scope 3: emissioni dirette dell’azienda, emissioni collegate all’energia acquistata ed emissioni indirette generate lungo la catena del valore.
La ISO 14064-1 è invece una norma internazionale che stabilisce principi e requisiti per quantificare e rendicontare le emissioni e le rimozioni di gas a effetto serra a livello di organizzazione.
L’obiettivo di fondo è simile: costruire un inventario affidabile delle emissioni, ma due sistemi non sono identici.
Questo significa dover verificare che criteri, confini dell’analisi e modalità di presentazione dei dati siano adeguati al riferimento utilizzato. Per un’impresa può tradursi in più lavoro, più controlli e maggiore necessità di documentare le scelte effettuate.

ISO e GHG Protocol hanno deciso di avvicinare i due sistemi

Il primo passaggio è arrivato il 9 settembre 2025, quando ISO e GHG Protocol hanno annunciato una partnership strategica per armonizzare i propri standard sulle emissioni. Questo perchè gli stessi organismi hanno riconosciuto che i rispettivi sistemi sono stati sviluppati separatamente e che una maggiore armonizzazione può ridurre la frammentazione oggi esistente. Nel corso del 2026 la collaborazione è diventata più concreta, con il coinvolgimento degli esperti ISO nei gruppi tecnici impegnati nella revisione degli standard GHG Protocol.
Poi, il 29 luglio 2026, è arrivata la decisione più importante: ISO e GHG Protocol hanno annunciato l’intenzione di arrivare a un unico standard globale per la contabilizzazione e il reporting delle emissioni aziendali.
Il nuovo riferimento dovrebbe riunire il GHG Protocol Corporate Standard, le indicazioni relative a Scope 2 e Scope 3 e la ISO 14064-1. L’obiettivo è chiaro: ridurre duplicazioni e frammentazione e rendere più coerente il modo in cui le organizzazioni misurano e comunicano le proprie emissioni.

Cosa potrebbe cambiare per le imprese

Per chi si occupa concretamente di carbon footprint, questa è una novità importante. Un riferimento maggiormente condiviso potrebbe permettere di partire da regole più omogenee per costruire l’inventario delle emissioni, riducendo la necessità di adattare gli stessi dati a metodologie differenti.

Questo può avere conseguenze su diversi livelli:
Innanzitutto sul lavoro interno. Un sistema più uniforme può semplificare la raccolta, il controllo e la gestione dei dati. Poi sul reporting. Utilizzare una base metodologica maggiormente condivisa può rendere più semplice impiegare le informazioni sulle emissioni in documenti e processi differenti. Infine sulla comprensibilità. Un dato costruito secondo criteri omogenei è più facilmente interpretabile da management, clienti, investitori, verificatori e dagli altri soggetti che utilizzano le informazioni climatiche. Il valore dell’armonizzazione, quindi, non consiste soltanto nel risparmiare attività duplicate. Riguarda anche la possibilità di ottenere informazioni sulle emissioni più coerenti, confrontabili e comprensibili.

Il nuovo standard non arriverà subito

È importante però chiarire un punto: oggi non esiste ancora un nuovo standard unico ISO–GHG Protocol.

Secondo la roadmap pubblicata nel luglio 2026, una prima consultazione pubblica sul nuovo standard è prevista nel secondo trimestre del 2027, mentre la pubblicazione finale è attualmente prevista nel quarto trimestre del 2028.
Fino ad allora le organizzazioni devono continuare a utilizzare correttamente gli standard oggi applicabili. La ISO 14064-1:2018 rimane la versione corrente della norma ISO, mentre continuano a essere applicabili il Corporate Standard e le altre indicazioni del GHG Protocol. La prospettiva di un futuro standard comune non elimina quindi la necessità di gestire bene la situazione attuale.
Il risultato non sarà immediato, ma la direzione è importante: ridurre le differenze metodologiche e rendere più semplice utilizzare, verificare e comprendere le informazioni sulle emissioni aziendali.
Nel frattempo, la priorità per le imprese resta la stessa: costruire dati affidabili e processi capaci di sostenerli.

Come può supportare Indaeco

Indaeco supporta imprese e organizzazioni nel calcolo della carbon footprint e nella gestione degli inventari delle emissioni, aiutandole a orientarsi tra GHG Protocol, ISO 14064-1 e requisiti di reporting.Per questo il suo impegno nel mantenersi aggiornato su tutta la normativa in evoluzione e gli standard in continua evoluzione, così da supportare le aziende in maniera sempre più efficiente.

Aggiornato al 20 agosto 2026