Skip to content

Quando un’università sceglie il bilancio di sostenibilità

Negli ultimi anni il bilancio di sostenibilità è diventato uno strumento sempre più centrale nel mondo delle imprese. Più raro, ma proprio per questo più significativo, è il suo utilizzo da parte delle università. Quando un ateneo decide di redigere un bilancio di sostenibilità, non sta semplicemente adottando un modello di rendicontazione: sta facendo una scelta precisa, che riguarda il proprio ruolo nella società.

Nel caso dell’ Università di Roma LUMSA, questa scelta si inserisce all’interno di un’identità già fortemente orientata ai temi etici e alla centralità della persona. Un’università che da sempre lavora su questi valori e che oggi li traduce anche in un documento strutturato, capace di rendere visibili impatti, responsabilità e direzioni future.

Il bilancio di sostenibilità come estensione dell’identità

Parlare di bilancio di sostenibilità universitario significa affrontare un cambio di prospettiva. Non si tratta più soltanto di formare competenze o trasmettere conoscenza, ma di assumere un ruolo attivo nella trasformazione dei modelli economici e sociali.

In questo senso, il bilancio di sostenibilità diventa uno strumento che mette in coerenza ciò che un’università insegna con ciò che effettivamente fa. Temi come la sostenibilità ambientale, la responsabilità sociale e l’etica applicata – oggi sempre più centrali anche in ambiti come l’intelligenza artificiale – trovano una traduzione concreta nella gestione dell’organizzazione.

Nel caso LUMSA, questo passaggio è particolarmente evidente: la sostenibilità non è trattata come un tema separato, ma come una dimensione trasversale che riguarda la didattica, la governance e il rapporto con il territorio.

Università, accessibilità e impatto sociale

Un elemento rilevante riguarda anche il modello di accesso. Pur essendo un’università privata, LUMSA mantiene una forte attenzione all’accessibilità, attraverso borse di studio e un livello di contribuzione contenuto rispetto al posizionamento accademico. Questo rafforza il legame tra sostenibilità e inclusione, spostando il focus oltre la sola dimensione ambientale.

Allo stesso tempo, il bilancio di sostenibilità permette di leggere in modo più strutturato l’impatto sociale dell’ateneo: il rapporto con gli studenti, i servizi di supporto, le attività di ricerca e il contributo alla crescita culturale del territorio. Tutti elementi che esistono già, ma che attraverso il bilancio vengono organizzati, resi leggibili e messi in relazione tra loro.

Dal racconto alla struttura: il ruolo del metodo

Uno degli aspetti più rilevanti nella costruzione di un bilancio di sostenibilità riguarda il passaggio dal racconto alla struttura. Non basta dichiarare valori o obiettivi: è necessario costruire un sistema che permetta di organizzarli, misurarli e svilupparli nel tempo.

È in questo passaggio che si inserisce il lavoro di Indaeco. La redazione del bilancio di sostenibilità non è stata un’attività formale, ma un percorso che ha accompagnato l’università nella definizione dei propri perimetri, nella raccolta delle informazioni e nella costruzione di una base metodologica utile anche per gli sviluppi futuri.

Il valore del lavoro non sta solo nel documento finale, ma nella capacità di rendere esplicito un sistema di relazioni, attività e impatti che spesso rimane implicito.

Formazione e sostenibilità: una direzione sempre più chiara

La crescente attenzione ai temi ESG e allo sviluppo sostenibile sta trasformando profondamente il modo in cui le organizzazioni – pubbliche e private – definiscono le proprie priorità. Le università, in questo scenario, hanno un ruolo decisivo, perché contribuiscono a formare le competenze che guideranno questa trasformazione.

Quando la sostenibilità entra non solo nei contenuti formativi ma anche nei modelli organizzativi, il cambiamento diventa più concreto. Il bilancio di sostenibilità, in questo senso, non è un punto di arrivo, ma uno strumento che aiuta a costruire un percorso.

È in questa direzione che si colloca l’esperienza di Indaeco con LUMSA: un esempio di come un’università possa rendere coerente la propria identità con strumenti operativi, contribuendo allo sviluppo di una cultura della sostenibilità che non resta teorica, ma si traduce in piani pratici per condurre la transizione sostenibile dell’organizzazione e delle proprie attività.